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Giocando con le parole
Dentro le parole...
LETTERA AD UN ANGELO CHIAMATO
GIULIA
di Sara
Piscedda
Cara Giulia,
come stai? Ormai sono passati tre
anni e venti giorni dall’ultima volta che ci siamo viste,
mi manchi da morire! Spero che la tua permanenza in Inghilterra
sia piacevole anche se non vedo l’ora che tu torni qui da me...
abbiamo passato dei momenti bellissimi assieme ed io non riesco a
dimenticarti, così, mentre stavo sdraiata supina sul mio
letto a leggere un’antologia, mi è venuto in
mente di scriverti una lettera dove raccontarti i momenti
salienti di questi ultimi tre anni. Voglio cominciare dalla
salute che, come saprai, non va tanto bene... tutto è cominciato
un anno fa, mentre mi trovavo a scuola. Cominciai a sentirmi
strana, a non avere più la padronanza del mio corpo, vedevo doppio
e avevo dolore dappertutto; non riuscivo neppure a scandire
le parole e a quel punto mi spaventai molto, perché fino ad un
quarto d’ora prima ero bella pimpante! In quei momenti mi
passò di tutto per la testa, fino a quando non vidi tutto buio,
poi il nulla. Ricordo solo di essermi risvegliata all’ospedale e
che un dottore mi disse che poteva trattarsi di pressione bassa,
ma io rimasi scettica, quella diagnosi non mi convinse
tanto; poi mi unse con una gelatina strana e attaccò su di
me delle ventose; dopo venti minuti che mi trovavo sul lettino
arrivò un altro dottore - che sembrava un cantante lirico
di cui non ricordo il nome – e mi spruzzò sotto la lingua uno
spray che mi fece perdere i sensi... i battiti cardiaci
cominciarono ad accelerare, la mia mente cominciò ad evadere,
poi il vuoto... Be’ ora cambiamo argomento, anche perché questa è
una parte della mia vita che voglio dimenticare al più presto! Ti
ricordi che ho sempre avuto paura degli animali? Adesso invece
alcuni di essi mi piacciono (però soffro sempre di aracnofobia).
Mi hanno regalato un gatto di nome Buffy, lo accudisco come
se fosse un bambino, è un amore! Quest’estate l’ho portato anche
in vacanza con me. Sì, perché i miei genitori hanno preso in
affitto una casetta a pochi chilometri dal mare; mi sono divertita
tantissimo! E indovina chi ho incontrato proprio lì al mare? Gigi
B.! Stavo cambiando la cover al cellulare, quando a un
certo punto, sollevo lo sguardo e vedo lui in tutto il suo
splendore che camminava, com’è il suo solito, con una certa
boria. E’ sempre stata una fisima per me: ho una
cotta per lui da quando avevo dieci anni... è stato
fatalistico incontrarlo, secondo me il destino, quel giorno,
ci ha messo lo zampino per farci incontrare. Appena lui si
accorse di me, si avvicinò e cominciammo a parlare, pensa! Mi ha
chiesto il numero di telefono e da quel momento ci vediamo o ci
sentiamo tutti i giorni. Oggi giovedì 11 Novembre è una giornata
uggiosa ma mi rincuora e mi rallegra scrivere questa
lettera per te. Be’ ora è arrivato il momento di salutarti.
Spero di vederti presto.
Con Amore,
Sara |