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Giocando con le parole
Dentro le parole...
Il mio
diciassettesimo compleanno
di Manuela Aramu III B
Era il giorno del
mio diciassettesimo compleanno, appena sveglia, me ne stavo
distesa supina
sul mio letto,
la mia mente iniziava a
vagare su quali regali potessi ricevere, nel corso della giornata.
Subito dopo mi alzai, e tutta pimpante,
come mi è solito fare, aprii la finestra della mia cameretta, vidi
una giornata uggiosa
e, come se non bastasse, un
vento catastrofico
portò via gli invitini del mio
compleanno. Da persona assai scettica,
iniziai a dubitare che quella non
fosse davvero la giornata che mi aspettavo. Quando poi arrivai in
cucina, vidi mia madre accudire
Scott il gatto; speravo avesse
nascosto da qualche parte il mio bel pacco e mi precipitai verso
di lei. Ma subito capii che non era il momento adatto, infatti
soffre di aracnofobia
e, per la presenza
di un ragno in casa, era rimasta tutta la notte sveglia: questo la
renderà nervosa tutta la giornata!
E
così, presi la panna cotta preparata dalla nonna e mi
fermai nello studio, essendo sicura di trovare lì mio padre.
Entrai senza bussare e lo vidi intento ad ascoltare musica
lirica, la sua passione fin da giovane, ma quando mi vide,
andò su tutte le furie; con tono protervo mi cacciò via
dalla stanza, senza neanche darmi l’opportunità di spigargli il
motivo del disturbo. Attraversai il corridoio con un atteggiamento
fatalistico e solo con un briciolo di speranza, entrai
nell’ultima stanza: quella di mia nonna. Senza neanche salutarla,
iniziai ad esprimere mordaci giudizi sui miei genitori, che
non si erano ricordati del mio compleanno! La nonna, allora capì
al volo che cosa in quel momento mi servisse e mi preparò, di
corsa, un doppio cheesburger. Mentre mangiavo, mi accorsi
che la maglia di cashmire era unta d’olio e allora iniziai
a disperarmi. La nonna pensò di rimediare e portò dal ripostiglio
un pacco abbastanza grande. Tolsi subito la carta e sapete cosa ci
trovai?...
...un’antologia con gli auguri di mia nonna e l’aforisma
“Leggere serve per vivere”...una maglia nuova e una bella cover
per il mio cellulare. In quel momento entrarono, ridendo, anche i
miei genitori, esclamando in coro: “Adesso ti passeranno le
fisime di essere trascurata?” |