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Giocando con le parole
Dentro le parole...
Lettera a Lara
di Federica Piano
Cara Lara,
sono Fede, come stai? Io sto bene. Qua in Sardegna ultimamente le
giornate sono uggiose e spesso accompagnate da forti
venti.
Ormai l’inverno inizia a
sentirsi anche qua al sud.
A
scuola come va? Io me la cavo abbastanza; l’altro giorno ho fatto
la verifica di Antologia ed è andata bene. Due settimane fa
abbiamo fatto una ricerca sulle fobie umane. Io mi sono occupata
dell’aracnofobia. Se non sbaglio nella nostra classe, c’era
Carlotta che aveva paura dei ragni, ti ricordi? Assumeva un
atteggiamento borioso
quando
ne vedeva qualcuno, come se non volesse farci capire che li
temeva! Che bello, se solo potessi tornare indietro nel tempo, lo
farei subito! Ci divertivamo un mondo. Ricordi quando Mirko ed io
avevamo cantato orrendamente quella lirica per la recita
natalizia? Eravamo ridicoli, e io mi ero presa una bella cotta
per lui! Sono episodi che non scorderò mai! Prima ero sdraiata
supina sul letto e,
mentre bevevo una doppia porzione di cioccolata calda,
nella mia mente, come un flashback, mi apparivano immagini
sfuocate su noi due. Quanti ricordi! Sembra ieri quando volevamo
evadere da quel mondo di bambine ed entrare poi nel
favoloso universo dei grandi. Invece ora che sto crescendo, mi
rendo conto, sempre più, che molti adulti sono scettici e
non credono più a niente.
Il
Natale ormai è alle porte e i miei genitori come regalo per me
hanno deciso di donarmi un cucciolo di cane e dovrò accudirlo
con tanto amore. Spero che quando crescerà non diventi mordace
ma, al contrario, allegro e pimpante.
Ieri sera sono entrata nel sito della tua scuola, è molto bella,
ma mi ha incuriosito, in particolare, un’icona che
raffigurava un diario. Ho cliccato col tasto destro del mouse e
sono entrata nel blog. C’erano tutte le relazioni e le
ricerche fatte dagli alunni dell’ultimo anno, è stato molto
interessante.
Stamattina alla tv era in onda un documentario sugli ebrei, poiché
tra poco si festeggia l’anniversario della loro liberazione.
Poverini! Mi hanno tanto commossa che non riuscivo a scandire
bene le parole. Donne e uomini erano vestiti uguali, la loro
divisa da prigionieri era unta e strappata.
Ora
ti lascio, spero di vederti il più presto possibile, un bacio
Fede |