ISIS "Sergio Atzeni" - Istituto Statale d'Istruzione Superiore

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Giocando con le parole

Dentro le parole...

L’isola

di Annalisa Cabras IV B

Era una bellissima domenica di primavera, e Dafne pensò che sarebbe stato meraviglioso uscire per qualche ora in barca con i suoi amici. Era appena terminato l’inverno, che quest’anno l’era apparso particolarmente triste… era stanca di tutte quelle serate uggiose passate nella sua stanza a guardare la tv e ascoltare cover di vecchie canzoni.

Così contattò immediatamente Marta e Alex. I due apparvero molto entusiasti alla proposta dell’amica e prepararono subito gli zaini infilandoci dentro il minimo indispensabile per la loro piccola avventura. Ma per Marta sorse subito un problema: la madre doveva uscire urgentemente per delle commissioni importanti, quindi lei avrebbe dovuto stare in casa ad accudire Marika, la sorellina più piccola. “Nessun problema” pensò Dafne “La portiamo con noi. L’aria di mare non potrà farle altro che bene”. Risolto l’intoppo, i quattro salparono con la piccola barca a vela che il padre aveva regalato a Dafne per i suoi diciotto anni. Per lei, andare per mare, era il modo migliore per evadere dalla solita noia e dalla quotidianità cittadina. Una volta usciti dal porto, i ragazzi si posero una domanda: “Dove si va?” Le ragazze pensarono che sarebbe stato molto più interessante viaggiare senza una meta precisa, ma Alex rimase scettico a quest’idea e consigliò di raggiungere un’isoletta tranquilla che frequentava spesso quand’era bambino. Marta e Dafne decisero di ascoltare il suggerimento dell’amico e si avviarono verso l’isola, seguendo le sue indicazioni. Il viaggio non fu per nulla noioso: la piccola Marika era una bambina molto pimpante e non faceva altro che correre da poppa a prua, impegnando così la sorella, la quale temeva che la piccola potesse cascare in acqua. Mentre Marta pensava ad inseguire la sorella, Alex ne approfittò per stare un po’ da solo con Dafne, che era intenta a manovrare con destrezza la sua barca. Fin da quando era bambino aveva una cotta per lei ma non trovava il coraggio per dirglielo, così pensò che quello fosse il momento giusto, ma la fatalità volle che, proprio nell’istante in cui stava per scandire quelle parole per lui tanto difficili da pronunciare, un forte vento si scatenò all’improvviso. Dafne non riuscì più a controllare la barca e i ragazzi piombarono nel panico totale. Fortunatamente l’isola era ormai vicina così, anche se con molta fatica, riuscirono a raggiungerla, ma una volta a terra, decisero che non era il caso di ripartire subito, per paura che il tempo peggiorasse. L’isola sembrava deserta, senza traccia di civilizzazione, ma era meravigliosa e per loro non sarebbe stato un problema passare la notte li. Trascorsero il resto della giornata divertendosi come matti a correre su quell’incantevole spiaggia dorata, e a nuotare nell’acqua cristallina. Arrivata la sera, i ragazzi iniziarono a sentire i morsi della fame, e Alex sognava ad occhi aperti quel gustoso doppio cheesburger che aveva mangiato la sera prima nella rosticceria sotto casa, ma si dovette accontentare delle merendine e dei carciofini sott’olio che Marta aveva portato con sé. Si stava facendo tardi e i ragazzi si posero il problema del dove dormire, così decisero di trovarsi una location lontano dal mare e si prepararono un letto di fortuna, usando le foglie enormi di una strana pianta tropicale. Dafne non aveva sonno, scese in spiaggia e si distese supina sulla sabbia fresca e umida. Si mise a contemplare le stelle, mentre nella sua mente riaffioravano i discorsi sulla mitologia delle costellazioni fatti dalla sua professoressa di scienze. Subito dopo fu raggiunta da Alex, che intendeva finire il discorso interrotto sulla barca. Era nervoso e canticchiava una canzone lirica che aveva appena ascoltato col walkman di Marta. Rimase seduto in silenzio accanto a lei senza trovare le parole.Voleva accarezzarle le mani, ma le sue se le sentiva ancora unte per via dei carciofini sott’olio. Dopo qualche minuto, con un aforisma molto espressivo, riuscì ad esporre i suoi sentimenti. Dafne, che era ancora distesa a guardare il cielo, rimase stupita, si alzò, si voltò verso di lui, ma quando lo guardò in faccia iniziò ad urlare disperatamente. Alex non riuscì a capire la sua reazione e cercò di calmarla, ma lei continuava ad urlare indicandogli il viso e all’improvviso scappò. I due furono subito raggiunti da Marta e Marika, che, svegliate dalle urla chiesero spiegazioni. Alex, confuso, si girò verso Marta per spiegare cos’era successo. Ma appena si voltò, Marta scoppiò in una sonora risata, prese uno specchietto che portava sempre con se e glielo porse. Alex si guardò e notò un piccolo ragnetto che gli passeggiava sul viso. Ecco spiegato tutto. Dafne soffriva d’aracnofobia, per quello era così spaventata. Alex tirò un sospiro di sollievo, per un attimo aveva pensato che fossero state le sue parole a scatenare quella reazione.

Il ragazzo raggiunse nuovamente Dafne, che si scusò per essere scappata dopo quella rivelazione così importante… e dopo un imbarazzante silenzio i due si guardarono negli occhi e si misero a ridere ripensando agli attimi appena vissuti.

La notte passò in fretta e la mattina seguente i quattro amici si misero in viaggio verso casa. Avevano vissuto una bellissima giornata su quell’isola deserta e non gli sarebbe di certo dispiaciuto poterci passare il resto della vita, ma si rendevano conto che questa era soltanto una fisima, e si prepararono a tornare alla realtà noiosa di tutti i giorni. Ma una cosa è certa, quest’esperienza non verrà dimenticata tanto facilmente.

25 giugno 2005

 

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  Isis Sergio Atzeni - Capoterra. Aggiornato il 07.11.05